Agnoletti (MiC e Cattedra Unesco UNIFI), “Anche il paesaggio rurale è parte del nostro patrimonio culturale”
Firenze, 23 febbraio 2026 – Un premio per chi tutela in maniera attiva il paesaggio agricolo di qualità, parte integrante della nostra cultura e dell’identità nazionale. A lanciare il primo riconoscimento dedicato a chi promuove pratiche agricole e silvo-pastorali di valore storico è l’Associazione dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico (PRIS) E.T.S. Un appello a cui si aggiunge con forza, attraverso un contributo economico di rilievo, il Consorzio di Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco, le cui colline sono state riconosciute patrimonio dell’umanità Unesco.
Il Premio Paesaggi Rurali Storici nasce con lo scopo di valorizzare, difendere e accrescere la consapevolezza delle pratiche agricole che nel corso degli anni e dei secoli hanno plasmato il territorio italiano, rendendolo riconoscibile e amato in tutto il mondo. Coltivazioni terrazzate, su impervie pendici montane e collinari, muretti a secco, originali sistemi di irrigazione, vigneti eroici, pascoli per il bestiame, manutenuti per decenni o per secoli, uliveti ultracentenari, ma anche boschi coltivati per ricavarne, legname e altri prodotti preziosi, come la farina di castagne: l’agricoltura disegna il Paese e ne segna le abitudini alimentari, attraverso prodotti unici e una cucinaaltrettanto straordinaria che oggi è anche Patrimonio Unesco.
Il bando di concorso include interventi di recupero o riqualificazione, iniziative di pianificazione, tutela, conservazione e studio, ma anche di comunicazione, purché già in atto o conclusi da non più di tre anni ed è quantomai trasversale, aperto a enti pubblici, associazioni, enti governativi e non profit, aziende agricole, consorzi, privati cittadini. In palio un riconoscimento economico pari a 2mila euro. I vincitori potranno inoltre giovare di una campagna promozionale a mezzo stampa e social media già programmata dall’Associazione PRIS. Le candidature potranno essere inviate via mail fino alle ore 12 del 30 aprile 2026.
“La civiltà agricola – dichiara il Prof. Mauro Agnoletti, Presidente dell’Associazione PRIS, Titolare della Cattedra Unesco in Paesaggi del patrimonio agricolo presso l’Università di Firenze e recentemente chiamato a rappresentare il paesaggio italiano nel Comitato Tecnico Scientifico dedicato a Belle arti, Archeologia e Paesaggio del Ministero della Cultura – è quella che in modo più persistente e pervasivo ha permeato la nostra cultura, oltre che le forme del nostro paesaggio. Tantissimi nostri borghi, centri storici e monumenti devono la loro esistenza alle attività agricole. Anche il paesaggio rurale è parte del nostro patrimonio culturale”.
“Le pratiche agricole tradizionali che hanno dato luogo alla diversità bioculturale di cui questo modello di agricoltura è la massima espressione – sottolinea Federica Romano, Direttrice dell’Associazione PRIS – hanno mostrato nel corso dei secoli una maggiore resilienza ai cambiamenti socio-economici e anche climatici. Non solo, sono in grado di mitigare gli effetti di questi ultimi, contribuendo al tempo stesso al sostentamento delle comunità e al rinnovarsi delle tradizioni culturali di un popolo ponendosi a tutti gli effetti come potenziali driverdella transizione agroalimentare”. Ragioni che hanno portato a riconoscimenti di rilievo, come l’inserimento in programmi internazionali come la World Heritage List dell’UNESCO il programma GIAHS, della FAO che tutela il patrimonio agricolo di rilevanza mondiale, e in strumenti nazionali quali il Registro dei Paesaggi Rurali Storici del MASAF.
Bando di concorso e specifiche per la partecipazione ai seguenti link:
